Da diversi anni, una piacevole nota di colore viene conferita al Borgo Antico da una serie di murales installati negli angoli e negli spazi salienti del corso, quali piazze vicoli e fontane. Rappresentano scene di vita e di incontri quotidiani, immagini di mestieri, atmosfere di un tempo che fu e frammenti di memoria collettiva che hanno trasformato Mutignano in un libro fotografico a cielo aperto, capace di narrare la propria identità anche attraverso i muri delle case. La posa di targhe murarie in ceramica dedicati a personaggi illustri e luoghi storici del Borgo Antico di Mutignano, a cura dell’Associazione Pro Loco Mutignano Borgo Antico APS , rappresenta una prima tappa di valorizzazione dei suoi vicoli e della sua memoria storica e identitaria. Tra i primi a puntare sui murales come forma di valorizzazione urbana, il Borgo Antico di Mutignano avverte oggi la necessità di avviare una fase di rilancio artistico e culturale di questo patrimonio che ne racconta l’anima, con un progetto di valorizzazione tra restauro, turismo e nuova creatività . La prima fase, da tempo in gestazione, dovrebbe interessare il recupero e la ristrutturazione dei murales esistenti, molti dei quali necessitano oggi di interventi di manutenzione per restituire loro colori e dettagli originali. In questo contesto nasce anche l’idea della formula “Adotta un murales”, che consentirebbe a cittadini, associazioni e attività locali di contribuire direttamente alla conservazione delle opere, rafforzando il legame tra comunità e patrimonio artistico. Con uno sguardo anche al futuro, individuando nuovi spazi e promuovendo un concorso biennale finalizzato alla realizzazione di nuove opere murali da sostituire ogni due anni, permettendo così al Borgo di rinnovarsi periodicamente con un approccio dinamico e innovativo. Da sviluppare, parallelamente, un percorso turistico permanente, dove siano proprio i murales a guidare i turisti nella visita delle opere architettoniche e artistiche (chiese, parco, auditorium, pala del De Litio), valorizzando al contempo scorci, vicoli e piazze. Unire la tutela del patrimonio esistente e l’apertura alla creatività contemporanea, potrebbe costruire una rete che coinvolge cittadini, associazioni, artisti con la prospettiva di una nuova stagione culturale del Borgo Antico.
Mostra di Anna Dell’Agata a Villa Filiani
Si celebrano i 30 anni dalla nascita del Centro Agathè – Casa Museo Dell’Agata S
Dal 26 Luglio al 6 Agosto, Villa Filiani ha ospitato la mostra della Prof.ssa Anna Dell’ Agata per celebrare i 30 anni della fondazione del Centro Agathè Casa Museo Dell’Agata, un luogo di studio e di incontro tra arte, scienza e spiritualità.
Con questa mostra, patrocinata dall’Amministrazione Comunale, Provincia di Teramo e Ministero della Cultura, la storica Casa Museo si è aperta al territorio con un’esposizione dedicata alle opere pittoriche e ceramiche della dinastia artistica Dell’Agata.
Anna Dell’Agata, artista sensibile e raffinata, ha tracciato un’impronta profonda nel panorama artistico locale e nazionale, con lavori che spaziano dalla pittura alla ceramica, caratterizzati da uno stile personale e intimamente poetico. Accanto a lei, il padre Mario Dell’Agata e i fratelli Massimo e Giuseppe, ciascuno con un proprio percorso creativo, hanno contribuito a rendere la casa di famiglia un vero e proprio scrigno d’arte.
Oggi la Casa Museo, divenuta pinacoteca domestica e luogo di incontri culturali, conserva numerose opere della famiglia e continua a vivere attraverso eventi aperti al pubblico; particolarmente suggestivi i Caffè Letterari nel giardino della Casa, con letture di poesie accompagnate da violino e fisarmonica. Sono state esposte oltre cento opere tra sculture, dipinti, disegni, incisioni e ceramiche realizzate dall’artista oltre alle opere di Giuseppe, Mario, Massimo Dell’Agata e di Maria Grazia Bindi Dell’Agata. La mostra è stata accompagnata da laboratori di ceramica e incontri scientifici che si sono tenuti in parallelo presso la Casa Museo. E’ stata un’occasione preziosa per riscoprire questo patrimonio artistico e familiare, con un allestimento che ha attraversato decenni di ricerca, sperimentazione e dedizione all’arte, restituendo al visitatore l’intensità di una vocazione vissuta quotidianamente. Anna Dell’Agata ha donato a Papa Francesco un bassorilievo di ceramica intitolato “Un Teorema della Fratellanza “ e nel 2016 è stata insignita della civica benemerenza del “Pino d’Oro “ .
Si celebrano i 30 anni dalla nascita del Centro Agathè – Casa Museo Dell’Agata
Dal 26 Luglio al 6 Agosto, Villa Filiani ha ospitato la mostra della Prof.ssa Anna Dell’ Agata per celebrare i 30 anni della fondazione del Centro Agathè Casa Museo Dell’Agata, un luogo di studio e di incontro tra arte, scienza e spiritualità.
Con questa mostra, patrocinata dall’Amministrazione Comunale, Provincia di Teramo e Ministero della Cultura, la storica Casa Museo si è aperta al territorio con un’esposizione dedicata alle opere pittoriche e ceramiche della dinastia artistica Dell’Agata.
Anna Dell’Agata, artista sensibile e raffinata, ha tracciato un’impronta profonda nel panorama artistico locale e nazionale, con lavori che spaziano dalla pittura alla ceramica, caratterizzati da uno stile personale e intimamente poetico. Accanto a lei, il padre Mario Dell’Agata e i fratelli Massimo e Giuseppe, ciascuno con un proprio percorso creativo, hanno contribuito a rendere la casa di famiglia un vero e proprio scrigno d’arte.
Oggi la Casa Museo, divenuta pinacoteca domestica e luogo di incontri culturali, conserva numerose opere della famiglia e continua a vivere attraverso eventi aperti al pubblico; particolarmente suggestivi i Caffè Letterari nel giardino della Casa, con letture di poesie accompagnate da violino e fisarmonica. Sono state esposte oltre cento opere tra sculture, dipinti, disegni, incisioni e ceramiche realizzate dall’artista oltre alle opere di Giuseppe, Mario, Massimo Dell’Agata e di Maria Grazia Bindi Dell’Agata. La mostra è stata accompagnata da laboratori di ceramica e incontri scientifici che si sono tenuti in parallelo presso la Casa Museo. E’ stata un’occasione preziosa per riscoprire questo patrimonio artistico e familiare, con un allestimento che ha attraversato decenni di ricerca, sperimentazione e dedizione all’arte, restituendo al visitatore l’intensità di una vocazione vissuta quotidianamente. Anna Dell’Agata ha donato a Papa Francesco un bassorilievo di ceramica intitolato “Un Teorema della Fratellanza “ e nel 2016 è stata insignita della civica benemerenza del “Pino d’Oro “ .
PinEtnie musicfestival 2025: tre serate, una sola voce – musica che resiste, unisce, appartiene.
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PinEtnie è il festival di cultura musicale più longevo della Città di Pineto per continuità organizzativa e coerenza del format, diventato ormai l’appuntamento estivo più atteso per il respiro internazionale degli artisti che si susseguono da 17 anni e per la variegata offerta di linguaggi e generi musicali diversi.
Il Festival nasce nel 2007 dall’intuizione di un gruppo di amici che intravedono nella musica il veicolo universale di promozione del territorio e quale momento di aggregazione e partecipazione che il successo, per l’intensità di emozioni vissute dal pubblico, nel tempo ha trasformato l’idea iniziale in un vero e proprio sentimento. E anche se nel corso degli anni il gruppo ha vissuto il dolore della perdita di quattro amici, Fabio e Gianluca – Mimmo e Paolo, a loro ogni edizione del festival è dedicata con discrezione e affetto, ricordandoli non come assenti ma come parte viva e insostituibile della loro storia condivisa.
Il nome è già un manifesto: PinEtnie è una crasi fertile e affascinante tra Pineto e Etnie, a sottolineare con forza il doppio legame che coniuga in modo originale territorio e multiculturalità, radici locali e orizzonti globali. Un nome che racconta di appartenenza e di apertura, di identità e contaminazione, di tradizione e modernità.
Nel nome stesso di Risvegli Sonori, l’associazione di amici che organizza il festival, si avverte un suono che si fa coscienza, un risveglio dell’ascolto ma anche della presenza, del senso di comunità, della voglia di condividere spazio e tempo in modo nuovo, per un risveglio non solitario ma corale, aperto, permeabile.
Nel corso degli anni, PinEtnie ha portato sul palco artisti provenienti da ogni parte del mondo, dando voce a culture sonore antiche e nuove: ritmi africani, melodie balcaniche, sonorità sudamericane e cantautorato, con generi musicali che variano dal reggae-dub al punk-rock dal folk mediterraneo all’ hip hop e all’ indie rock, il tutto filtrato da un gusto contemporaneo e da una cura estetica che rende ogni edizione un piccolo gioiello.
Solo per menzionare alcuni gruppi musicali e artisti conosciuti anche dal pubblico meno esperto di generi musicali, si ricordano gli Almamegretta, i Modena City Ramblers, gli Afterhours e la Bandabardò; Enzo Avitabile e Eugenio Bennato, Après la Classe e Officina Zoè .
Il Programma 2025 contiene tre serate, tre mondi sonori, un unico filo conduttore: la musica come linguaggio consapevole e di trasformazione. Lunedì 11 Agosto aprono i Punkreas, storica band punk italiana, tra le più longeve e attive della scena alternativa. I loro testi sono una satira sociale pungente e un inno al pensiero indipendente, capaci di dar vita ad una serata all’insegna dell’energia e del divertimento. Martedi 12 Agosto, saranno i Sud Sound Sistem & Bag a Riddim Band ad esibirsi; pionieri del reggae salentino, portano la poetica del Sud sul palco, tra dialetto, vibrazioni e rivendicazioni culturali. Per chiudere in bellezza Mercoledì 13 Agosto, una serata all’insegna delle fusioni musicali: in apertura la band salentina Après La Classe seguita dal reggae internazionale di Alborosie & Shengen Clan, per una notte di testo, ritmo e festa.
Diciassette edizioni, decine di artisti, migliaia di presenze, centinaia di collaborazioni e, soprattutto, un’idea trasformata in sentimento: quello di comunità, ascolto, pluralismo.
Per tutto questo, e per aver reso Pineto un punto di riferimento musicale e culturale nel panorama estivo nazionale, l’attività dell’associazione Risvegli Sonori meriterebbe un civico riconoscimento per il “Suono d’Oro” che ha seminato la bellezza, l’accoglienza e la consapevolezza attraverso la musica, custodendo nel Parco della Pace il battito identitario più autentico della Città .
PINETO : “Città che legge “
Il Patto della Lettura andrebbe sostenuto con una Edicola Comunale
La Città di Pineto già aderisce alla piattaforma culturale Borghi della Lettura, con diverse iniziative veicolate attraverso club spontanei di lettura che si tengono in più spazi identificati da bellissimi pannelli, arricchite da presentazioni di libri, laboratori di lettura e di scrittura creativa.
Ora, il Patto per la lettura, già sposato come progetto culturale dall’Amministrazione Comunale nel 2023 con una delibera di indirizzo ad aderire all’iniziativa promossa dal “Centro per il libro e la lettura” (Cepell), istituto del Ministero della Cultura, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), si sta affermando come un progetto innovativo, capace di riconfigurare il rapporto tra cittadinanza, cultura e gestione dei servizi pubblici.
Si è dato finalmente corso alla pubblicazione dell’Avviso con scadenza 31 Marzo 2025, invitando istituzioni ed enti pubblici, scuole, librerie, associazioni e soggetti privati ad aderire al Patto. Il riconoscimento di Città che Legge attesta l’impegno di una città nel garantire ai propri cittadini l’accesso ai libri attraverso biblioteche e librerie, nel promuovere la lettura come valore sociale e strumento di crescita culturale; consente ai Comuni di accedere a specifici bandi di finanziamento destinati a progetti di promozione della lettura, diventando il simbolo di un impegno civico e culturale condiviso.
L’Amministrazione Comunale deciderà come organizzare il Tavolo di lavoro e la nomina del referente del Patto per la Letturainsieme agli aderenti, sulla base dell’esigenza delle strutture locali e del Servizio di Biblioteca Comunale.
Ma a questo progetto di diffusione della lettura si affianca, proprio in questo periodo, la necessità di salvaguardare l’edicola affiliata a Mondadori per la vendita di libri, posta di fronte allo spazio maggiormente vocato alle iniziative culturali quale Villa Filiani , scongiurandone la chiusura definitiva dettata dalla “mano visibile “ del mercato che , con la crescita del digitale, i margini di guadagno ridotti, la concorrenza dell’e-commerce e gli elevati costi di gestione, sta portando alla chiusura tantissime edicole a livello nazionale.
Variegati e innovativi sono i modelli in corso di sperimentazione per evitare la chiusura delle edicole tradizionali, dal Progetto Edicola Sociale a Roma dove alcune edicole sono state trasformate in spazi di inclusone lavorativa , alla riconversione delle Edicole come spazi culturali a Torino ; alla trasformazione in punti multi servizi a Milano con il progetto Edicole 2.0 , per arrivare all’esempio concreto di Bologna dove il Comune ha sottoscritto un accordo con la Fieg ( Federazione Italiana Editori Giornali) che prevede agevolazioni come la riduzione del canone di occupazione di suolo pubblico e contributi per la riqualificazione dei punti vendita, in cambio dell’impegno da parte delle edicole a offrire servizi aggiuntivi .
L’Edicola Comunale potrebbe rappresentare una soluzione concreta per contrastare la crisi del settore, integrando servizi culturali e di pubblica utilità. Il Comune di Pineto, che già gestisce con successo una farmacia comunale tramite l’Azienda Speciale, potrebbe applicare lo stesso modello all’edicola, creando un punto strategico per la comunità. L’idea potrebbe essere declinata in diverse forme, valutando la gestione in modalità Cooperativa che consentirebbe di unire le forze del settore pubblico e privato, garantendo una gestione trasparente, partecipata e a misura di cittadino.
Un progetto pilota ben strutturato potrebbe dimostrare che questa soluzione è sostenibile e replicabile su scala più ampia.
La proposta, infatti, non si limita a salvare un punto vendita, ma ambisce a creare un nuovo assetto culturale e sociale, in cui il ruolo del Comune diventa quello di facilitatore e promotore di iniziative in grado di mettere al centro il cittadino e il suo diritto alla cultura, fornendo una prova concreta di impegno verso la trasformazione urbana e culturale della Città. Per far decollare la Città che Legge , il Patto della Lettura necessita di un supporto strutturale che potrebbe derivare dalla forte sinergia che andrebbe a realizzarsi sulla diagonale territoriale che include l’Edicola Comunale, la Biblioteca Comunale e lo IAT (Ufficio di Informazione e Accoglienza Turistica ), creando un crocevia di scambi e incontri che contribuiscono a creare un tessuto sociale dinamico.
Il Patto della Lettura andrebbe sostenuto con una Edicola Comunale
La Città di Pineto già aderisce alla piattaforma culturale Borghi della Lettura, con diverse iniziative veicolate attraverso club spontanei di lettura che si tengono in più spazi identificati da bellissimi pannelli, arricchite da presentazioni di libri, laboratori di lettura e di scrittura creativa.
Ora, il Patto per la lettura, già sposato come progetto culturale dall’Amministrazione Comunale nel 2023 con una delibera di indirizzo ad aderire all’iniziativa promossa dal “Centro per il libro e la lettura” (Cepell), istituto del Ministero della Cultura, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), si sta affermando come un progetto innovativo, capace di riconfigurare il rapporto tra cittadinanza, cultura e gestione dei servizi pubblici.
Si è dato finalmente corso alla pubblicazione dell’Avviso con scadenza 31 Marzo 2025, invitando istituzioni ed enti pubblici, scuole, librerie, associazioni e soggetti privati ad aderire al Patto. Il riconoscimento di Città che Legge attesta l’impegno di una città nel garantire ai propri cittadini l’accesso ai libri attraverso biblioteche e librerie, nel promuovere la lettura come valore sociale e strumento di crescita culturale; consente ai Comuni di accedere a specifici bandi di finanziamento destinati a progetti di promozione della lettura, diventando il simbolo di un impegno civico e culturale condiviso.
L’Amministrazione Comunale deciderà come organizzare il Tavolo di lavoro e la nomina del referente del Patto per la Letturainsieme agli aderenti, sulla base dell’esigenza delle strutture locali e del Servizio di Biblioteca Comunale.
Ma a questo progetto di diffusione della lettura si affianca, proprio in questo periodo, la necessità di salvaguardare l’edicola affiliata a Mondadori per la vendita di libri, posta di fronte allo spazio maggiormente vocato alle iniziative culturali quale Villa Filiani , scongiurandone la chiusura definitiva dettata dalla “mano visibile “ del mercato che , con la crescita del digitale, i margini di guadagno ridotti, la concorrenza dell’e-commerce e gli elevati costi di gestione, sta portando alla chiusura tantissime edicole a livello nazionale.
Variegati e innovativi sono i modelli in corso di sperimentazione per evitare la chiusura delle edicole tradizionali, dal Progetto Edicola Sociale a Roma dove alcune edicole sono state trasformate in spazi di inclusone lavorativa , alla riconversione delle Edicole come spazi culturali a Torino ; alla trasformazione in punti multi servizi a Milano con il progetto Edicole 2.0 , per arrivare all’esempio concreto di Bologna dove il Comune ha sottoscritto un accordo con la Fieg ( Federazione Italiana Editori Giornali) che prevede agevolazioni come la riduzione del canone di occupazione di suolo pubblico e contributi per la riqualificazione dei punti vendita, in cambio dell’impegno da parte delle edicole a offrire servizi aggiuntivi .
L’Edicola Comunale potrebbe rappresentare una soluzione concreta per contrastare la crisi del settore, integrando servizi culturali e di pubblica utilità. Il Comune di Pineto, che già gestisce con successo una farmacia comunale tramite l’Azienda Speciale, potrebbe applicare lo stesso modello all’edicola, creando un punto strategico per la comunità. L’idea potrebbe essere declinata in diverse forme, valutando la gestione in modalità Cooperativa che consentirebbe di unire le forze del settore pubblico e privato, garantendo una gestione trasparente, partecipata e a misura di cittadino.
Un progetto pilota ben strutturato potrebbe dimostrare che questa soluzione è sostenibile e replicabile su scala più ampia.
La proposta, infatti, non si limita a salvare un punto vendita, ma ambisce a creare un nuovo assetto culturale e sociale, in cui il ruolo del Comune diventa quello di facilitatore e promotore di iniziative in grado di mettere al centro il cittadino e il suo diritto alla cultura, fornendo una prova concreta di impegno verso la trasformazione urbana e culturale della Città. Per far decollare la Città che Legge , il Patto della Lettura necessita di un supporto strutturale che potrebbe derivare dalla forte sinergia che andrebbe a realizzarsi sulla diagonale territoriale che include l’Edicola Comunale, la Biblioteca Comunale e lo IAT (Ufficio di Informazione e Accoglienza Turistica ), creando un crocevia di scambi e incontri che contribuiscono a creare un tessuto sociale dinamico.
I Love anni 80- 90 disco party : la Woodstock pinetese !
Conosciuto come Festival di Woodstock, per motivi logistici e organizzativi si svolse a Bethel una piccola città rurale nello Stato di New York distante un centinaio di chilometri dalla Woodstock stessa, dal 15 al 18 Agosto 1969, all’apice della diffusione della cultura hyppie e di tutte le sue declinazioni nei costumi e nelle lotte sociali. Nacque dall’ intuizione di quattro giovani più che ventenni che volevano mettere su un evento mai organizzato prima, una maratona ininterrotta, una tre giorni di pace musica e rock; tre giorni che divennero quattro con il set di Jimi Hendrix, slittato all’alba di Lunedi 18 Agosto, con una magnifica interpretazione dell’inno americano con la sola chitarra elettrica: simbolo dell’intera edizione e di una generazione che diceva “No” alla guerra in Vietnam. Nei tre giorni precedenti sfilarono sul palco i più grandi musicisti e gruppi musicali del momento .
Ma dove trae origine questo successo di pubblico indistinto per fascia di età, soltanto nella ricerca di evasione oppure nella esigenza di creare legami? Nella festa, che oltre allo svago crea comunità? Jovanotti definisce i suoi concerti “ottovolanti generazionali “, concerti che riuniscono padri ai figli grazie al corto circuito che la musica riesce a generare. Forse, dopo l’isolamento dovuto all’emergenza sanitaria, la crisi, le guerre in corso si avverte l’esigenza di ridisegnare la “mappa relazionale”, come sostiene il Prof. Floyd docente universitario americano, quando dimostra che l’Occidente post Covid avverte l’esigenza di ristabilire contatti fisici , incontri di massa nei quali si disperde l’angoscia generata dalle varie cause.
In sostanza, la ricerca di evasione da una quotidianità grafomane nei social, da una realtà di guerra di virus e di distopiche prospettive. Del resto la Musica degli Anni ’80 è stata quella del disimpegno, quella degli anni ’90 rincorreva la festa universale per la caduta del Muro di Berlino; ora si vive una penitenza ipertecnologica, periodi di isolamento e crisi energetiche, sopraffatti da un numero crescente di transizioni, da quella climatica a quella energetica per finire con quella ideologica. Per sentirci tutti più forti abbiamo bisogno di momenti di evasione e di ancorarci al passato, e la musica e il sound della manifestazione come quella di “ I Love anni 80-90 “ rispondono appieno a questa esigenza, facendo emergere la presenza spontanea di un pubblico numeroso in un parco evocativo della Pace . Anche i quattro giovani americani non pensavano di ottenere un tale successo, così come i quattro amici pinetesi pensano già ad una due giorni per il prossimo anno, per amplificare il fenomeno della partecipazione spontanea alla ricerca non solo di evasione, per confermarsi la “Woodstock pinetese “ .












































