La street art

By on December 5, 2013

L’artista francesce  avvolto  da una misteriosa identità ,  chiamato semplicemente  JR, si definisce un  “artivista “, una via di mezzo tra  l’artista e l’attivista . Conosciuto in tutto il mondo per le sue gigantogafrie che hanno tappezzato  spazi di città importanti , dalle palazzine di Los Angeles alle bidonville di Nairobi, dai  grattacieli di Shangai  ai bordi della Senna ,  e’ un graffitaro di volti , stampa i ritratti in formato gigante,  lavora in clandestinità , si firma con le solo iniziali ;  volti di donne, uomini , bambini  che rappresentano la storia , la memoria delle città e delle persone  che la vivono . Sul muro che separa Israele da Gaza , ha affisso volti di palestinesi  sul lato israeliano , e di israeliani sul lato palestinese. Per i suoi blitz si avvale di una piccola squadra di amici a  bordo di una camionetta.  Come Bono e Bill Clinton ha avuto il riconoscimento  del prestigioso Ted Prize .

Stazione di Scerne di Pineto

Un fenomeno da studiare a parte  che merita approfondimenti  per i risvolti sociali e politici del suo modo di concepire l’arte.   Ci soffermiamo ,invece, su come viene concepita la “street art ” nella nostra cittadina.  Negli anni si sono accumulati  sfregi  colorati  sulle pareti della stazione ferroviaria, su distaccati muretti    del centro abitato,  nei sottopassi ;  simboli colorati che  “cozzano” sulle pareti  austere e sobrie del  “castelluccio ” di Parco Filiani, sulle mura di recinzioni con richiami a nefasti riti e credi satanici e religiosi non meglio identificati .  Alcuni spazi   ospitano delle immagini gradevoli quali il calamaro  dipinto  sulla cabina nei pressi dell’ Hotel Garden,  o  una semplice scritta sulla cascina solitaria ubicata in zona quadro,  un sobrio  disegno  sull’argine del torrente  Calvano nei pressi della foce .

Sottopasso Villa Fumosa

La città  europea che più di tutte  ha osservato il mutamento della concezione della “street art ” probabilmente  è Berlino , dove la proliferazione di graffiti , collage e stencils  che ricoprono i muri della città sono tali che  si ha l’impressione di vivere in  una pinacoteca all’aperto.  Agli inizi degli anni  Settanta a Berlino Ovest    gli albori della street art fu concepita come contestazione politica , con il muro che  divideva la città  a rappresentare  l’assurdità di quella divisione. Dopo la riunificazione, invece,  sulle ali della ritrovata libertà  i graffiti  divennero sempre più colorati, con una  proliferazione di opere soprattutto nei quartiere della  vecchia Berlino Est.  Ora invece l’arte urbana  non rappresenta più un veicolo  di attività politica  , sempre più orientata verso il disimpegno e  proiettata alla ricerca di  un raffinato tecnicismo , non più spazi  aperti e frequentati   bensì intimi e discreti .  Il mercato inizia ad interpretare il  ruolo dominante con diversi festival   di arte urbana , gallerie  dove si  esprimono le migliori pratiche digitali; la commercializzazione è considerata l’altra grande  mutazione della street art . L’iniziativa dell’amministrazione  comunale di  dotarsi di un disciplinare per la realizzazione di murales e l’esercizio di spry art su spazi pubblici , è da lodare perseguendo  il duplice obiettivo di combattere vandalismi  al patrimonio comunale  e di valorizzare alcune realtà artistico -giovanili.

Cascina isolata zoan piano quadro

Sono stati individuati spazi dedicati quali i sottopassi Via del Mare e della Stazione (Scerne), il muro perimetrale  dello stadio “MImmo Pavone “, muri  esterni degli edifici  scolastici  (previa autorizzazione della direzione didattica), il sottopasso del parco della Pace ed il cunicolo ubicato  a sud della Stazione Centrale.  L’opera non deve contenere  disegni o scritte che possano risultare in contrasto con le norme sull’ordine  pubblico o  offensive del pubblico pudore, della morale o della persona  e non contenere messaggi di carattere politico, o pubblicitari espliciti   o impliciti , contenuti intolleranti e/o offensivi nei confronti delle religioni , delle etnie e dei generi.

Sottopasso  Parco della Pace

Una Città Sottile  ospita  volentieri  murales  variegati,  vivaci chiazze di colori , strisce    cromatiche  che  interrompono la linearità del paesaggio. Quelli realizzati  non colpiscono, il più delle volte,  per il  contenuto dell’opera,  belli  a priori in quanto trasmettno vivacità  e gioia,  oscuri  però  per il messaggio  e  per l’assoluta assenza  di ‘appartenenza al territorio. I murales di Mutignano, quelli sì,  si inseriscono nella storia  e nella memoria del borgo antico, nella tragedie, nelle attività agricole e di odinaria quotidianità  della vita  della borgata;  il murales rappresenta un frammento  di architettura urbana  che ne completa il profilo e l’idendità.

Sottopasso Parco della Pace

Forse il disciplinare andrebbe in parte corretto  con indicazioni  più puntuali  e tematici  agli autori interessati,     con un legame  sempre più prossimo  tra l’opera artistica ed il territorio.  Alcuni di questi murales sembrano fine  a stessti ,  avulsi  ed estranei  dalla storia del territorio e della cittadina, nè tantomeno ne disegnano il futuro .  Bella la vivacità , evanescente la finalità .  Per concludere con il grande JR , l’artivista  si  esprime sempre per temi  quali Face to Face (volti dei palestinesi  affissi sul lato israeliano e viceversa )  , Woman are Heroes  (  eroine di ogni  giorno che fanno andare avanti il mondo ) ,  One Wish to Change the World  (un desiderio che cambia il mondo  , Bill Clinton  aveva usato il premio per sostenere  progetti di acqua potabile in Ruanda ),  Inside Out  (un progetto partecipativo e globale  , migliaia di ritratti autoprodotti  e poi esposti in luoghi pubblici: tanti  Jr crescono).

Cunicolo nei pressi della Stazione Centrale

Sottopasso Parco della Pace

Posted in: Attualità

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